Com’è arrivato il pomodoro in Italia?


arrivo del pomodoro in Italia

Se ci pensiamo bene, una delle immagini più comuni che saltano all’evidenza nella nostra mente è un bel piatto di spaghetti al pomodoro, magari con qualche foglia di profumato basilico.
Non c’è stagione o temperatura che tenga: il sugo di pomodoro è buono sempre… e se fatto con i frutti coltivati tra Parma, Piacenza, Cremona e Lodi lo è ancora di più.

Il pomodoro è senza dubbio uno degli imperatori (se non l’unico) della cucina italiana.
C’è da ricordare che, prima del 1492, in Italia non si sapeva nemmeno che gusto avesse questa prelibatezza.
Non dimentichiamoci, infatti, che il pomodoro approdò nel nostro paese nel XVI Secolo, dopo la scoperta dell’America, terra da cui questo frutto arriva.
Si dice sia originario del Cile ma troviamo una forte presenza anche in Messico, dove regna in tutte le ricette.

Il primo a parlare, anzi a scrivere, di pomodoro fu Pietro Matthioli, un erborista senese che, nel 1544, annoverò questa pianta proveniente dal Centro e Sud America tra quelle velenose. Cosa si stava perdendo!!
Negli anni successivi alle classificazioni di Matthioli se ne sentirono di ogni: c’era chi diceva che il pomodoro fosse un eccitante e invece chi asseriva nuovamente che fosse un potente veleno.

Le sue presunte facoltà afrodisiache ebbero la meglio, portando la denominazione pomme d’amour a questo frutto rosso e liscio. Si dice che la parola “pomodoro” derivi proprio da questo epiteto francese.
Tra Seicento e Settecento esso divenne addirittura pianta ornamentale, senza che i frutti venissero utilizzati in cucina.
Non si sono vere e proprie tracce certe dei primi usi culinari del pomodoro, quello che è certo è che nel 1762 il ben noto Lazzaro Spallanzani decise, tra i primi, di provare a bollire questo frutto.
A metà Ottocento, finalmente, il pomodoro comunciò a comparire nei ricettari mediterrani, diffondendosi come “gusto esotico” anche nelle cucine di altre zone del mondo.

Quello che è certo è che l’arrivo del pomodoro nel Vecchio Continente e, soprattutto, in Italia fu una vera e propria Rivoluzione, paragonabile – come dice Luciano de Crescenzo – solo alla forza e all’importanza della Rivoluzione Francese.

Questa storia vi ha incuriosito?
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